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It’s so cold in here

20/01/2012

Vedi, io ti capisco, e apprezzo davvero il tuo interessamento. Con tutti gli stronzi con cui ho a che fare ogni giorno, capirai. Una perfetta sconosciuta che esprime preoccupazione per la mia salute? Da lacrime agli occhi. Da buttarmi in ginocchio e chiederti di sposarmi qui e ora, e che quella specie di astice bipede (immagino sia tua madre) che ti sta a fianco ci sia testimone. E porcoddio, c’hai pure ragione, a lamentarti – ché il riscaldamento funziona male, e con le porte aperte in showroom fa freddo. E lo so, sarebbe meglio chiuderle, ste porte – ma vallo a spiegare ai nostri clienti, la cui vista è  abbastanza acuta da individuare scalfitture nanometriche sul lato interno di un comodino, ma non abbastanza da decifrare quella scritta in corpo 92 – We are open today – che eravamo soliti appendere sulle porte nei giorni felici in cui le porte restavano accostate. Lo so, cara, tu hai freddo, io ho freddo, abbiamo tutti freddo, e non è bello.

Peró  ecco, resta il fatto che siamo a Londra,  è il 14 Gennaio e tu, bella bionda quasi-MILF, bella bionda che te ne vai a fare shopping in pantaloni della tuta e t-shirt, a Londra, il 14 Gennaio, insomma io fondamentalmente non ti odio, fondamentalmente potrei anche quasi amarti, fondamentalmente hai ragione, ma fondamentalmente se davvero ti stesse a cuore il mio benessere dovresti suicidarti qui e ora.

L’astice no. L’astice puo’ andare a costituirsi al ristorante italiano dietro l’angolo.

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